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Consigliere Regionale Trentino Alto Adige/Südtirol

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giovedì, 21 marzo 2019
News e comunicati stampa


Trento, 2 maggio 2006

Dalle magnadore ai filò
Alcune riflessioni post-voto dopo l'insediamento del nuovo Parlamento


Il nuovo Parlamento si è insediato e vorrei anch’io aggiungere qualche riflessione post-voto prima che le elezioni del 9 aprile vengano definitivamente sistemate negli archivi storici.
Il centro-sinistra ha vinto e la cosa non era per nulla scontata, a fronte della campagna berlusconiana ma soprattutto del fatto che il centro-destra era al governo (con un grande successo nel 2001) e che dalla sua posizione aveva messo in atto un controllo mediatico quasi assoluto. Ora urge, innanzitutto, una nuova legge sul conflitto di interessi da paese moderno e civile. Non scordiamoci che l’Italia è uno dei pochi luoghi al mondo nel quale una persona può controllare la politica, l’economia e l’informazione. E’ questa la democrazia che vogliamo? Gli italiani, sia pure a stretta maggioranza, hanno detto di no!
Il Trentino si è comportato da regione italiana. E ci mancherebbe altro, visto che il voto era nazionale ed i temi della campagna, dall’Ici alla famiglia idem. Sono rimasto però esterrefatto di fronte all’insensibilità dell’elettorato trentino rispetto ai principali temi della nostra agenda, l’autonomia e l’energia. Ma come, si sono scelte le forze politiche che hanno dimostrato meno attenzione verso questi temi strategici per il nostro futuro? Evidentemente chi governa in Trentino non ha svolto un lavoro sufficiente di informazione e coinvolgimento della popolazione e delle comunità locali. Se un cittadino trentino preferisce risparmiare cento euro di Ici ma poi pagare i costi della perdita dell’autonomia o del controllo delle nostre centrali idroelettriche, qualche dubbio è legittimo porselo.
Trovo errato che si consideri il voto alla destra nelle valli come il sintomo di scarsa visione del futuro. L’ignoranza, se c’è, colpisce sia da un lato che dall’altro dello schieramento politico. Chi ha promosso la costruzione della Val Jumela o del Pinzolo-Campiglio è gente soprattutto di centro-sinistra (almeno sulla carta…) e molte persone dell’elettorato moderato di centro-destra si sono dimostrate più attente e sensibili ai temi ambientali che non la stessa giunta provinciale. No, i trentini non hanno dimenticato questi scempi, dietro i quali ci sono forze politiche e persone ben precise.
La storia della “magnadora” è deplorevole, ma non è una novità per il Trentino. C’è di nuovo che almeno stavolta è andata sui giornali. Denota che taluni governanti cercano di convincere più con la leva dei soldi che con quella della ragione, un limite emerso più volte in questa legislatura, nel corso della quale chi ha osato pensare in modo difforme è stato messo all’angolo.
Oggi nel centro-sinistra serve un rinnovato spirito unitario, per ritrovare i fili di un percorso comune, anche in vista della scadenza del 2008 che appare, nonostante tutto, particolarmente vicina.
Un consiglio che mi sento di dare alla maggioranza per la seconda parte di legislatura è il seguente: investiamo sui valori, sulla cultura, sull’identità. Su che cosa significhi oggi essere trentini, avere l’autonomia, vivere in un territorio al centro dell’Europa, bellissimo ma delicato, creare una catena di trasmissione di valori tra gli anziani e le giovani generazioni. Ci vuole più coraggio nei settori della tutela dell’ambiente, dell’energia, dei rifiuti, dei trasporti, senza cadere nella trappola di chi vedendo un grande business all’orizzonte sacrifica a cuor leggero il nostro territorio, i rapporti umani, la rete solidale che abbraccia le nostre popolazioni. Non si farà mai abbastanza nel campo della cultura, per creare conoscenze, coscienze e solidarietà tra singoli e comunità. Per questo credo che la sfida del centro-sinistra debba spostarsi dal cemento ai valori, dall’imposizione centralizzata alla partecipazione: in una espressione, per restare in ambito zootecnico, “dalle magnadore ai filò”.